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Sovraindebitamento: cos’è, chi può accedervi e come funziona la procedura (Guida 2025)

4 min di lettura

Il sovraindebitamento è la situazione in cui una persona fisica o un’impresa minore non è più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni con i creditori. In Italia, oltre 1,3 milioni di famiglie si trovano oggi in questa condizione. La legge prevede strumenti specifici — introdotti dalla Legge 3/2012 e aggiornati dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) — per uscire legalmente dal debito in modo controllato e protetto.

Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento si applicano ai soggetti non fallibili, ossia quelli esclusi dalle procedure concorsuali ordinarie:

  • Consumatori (persone fisiche con debiti personali o familiari)
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti
  • Piccoli imprenditori sotto soglia fallimentare
  • Imprenditori agricoli
  • Start-up innovative
  • Enti non commerciali

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, nel 2024 sono state depositate oltre 12.000 domande di accesso alle procedure di sovraindebitamento, con un incremento del 34% rispetto al 2022.

Le tre procedure previste dalla legge

Il Codice della Crisi d’Impresa (CCII) prevede tre distinti strumenti, ognuno adatto a una situazione specifica:

ProceduraPer chiCome funzionaDurata media
Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatorePersone fisiche con debiti non d’impresaProposta al tribunale di pagamento parziale; omologazione senza accordo con i creditori6–18 mesi
Concordato minoreImprenditori, professionisti, autonomiAccordo con la maggioranza dei creditori (60%); omologazione tribunale9–24 mesi
Liquidazione controllataChiunque in stato di insolvenzaLiquidazione del patrimonio sotto supervisione OCC; esdebitazione finale3–5 anni

Il ruolo dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi)

L’OCC è il soggetto terzo e imparziale che assiste il debitore nell’accesso alle procedure. Ha funzioni di mediatore, certificatore e garante nei confronti del tribunale. In Italia sono attivi oltre 150 OCC registrati, tra cui Camere di Commercio, fondazioni, ordini professionali e associazioni di categoria.

Il costo dell’OCC è a carico del debitore ma è regolamentato per legge e spesso rateizzabile nell’ambito della procedura stessa.

Cosa succede ai beni durante la procedura

Un aspetto spesso frainteso: l’avvio di una procedura di sovraindebitamento non comporta automaticamente la perdita di tutti i beni. La legge prevede specifiche protezioni:

  • I pignoramenti in corso vengono sospesi automaticamente dalla data di ammissione
  • I beni impignorabili per legge (art. 514 c.p.c.) restano fuori dalla massa debitoria
  • La prima casa può essere esclusa nel piano del consumatore se non ipotecata
  • Gli strumenti di lavoro indispensabili sono protetti fino a una soglia di valore

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  • Verifica la posizione debitoria con l’Agenzia delle Entrate Riscossione
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Domande frequenti sul sovraindebitamento

Quanti debiti ci vogliono per accedere alla procedura?

Non esiste una soglia minima di debito stabilita per legge. L’accesso dipende dall’impossibilità oggettiva di far fronte ai pagamenti in modo regolare, non dall’ammontare assoluto del debito. Anche debiti relativamente contenuti (es. 15.000–20.000 euro) possono giustificare la procedura se il reddito disponibile è insufficiente.

La procedura di sovraindebitamento cancella tutti i debiti?

Dipende dalla procedura scelta. Nel piano del consumatore e nel concordato minore, si paga una parte del debito in base alla capacità economica documentata; il residuo viene cancellato con l’omologazione. Nella liquidazione controllata, al termine della procedura, il debitore meritevole ottiene l’esdebitazione totale — ovvero la cancellazione di tutti i debiti residui non soddisfatti.

Quanto dura una procedura di sovraindebitamento?

Il piano del consumatore, dalla presentazione domanda all’omologazione, richiede in media 6–18 mesi. Il concordato minore 9–24 mesi a seconda della complessità. La liquidazione controllata ha durata minima di 3 anni, prorogabile in casi particolari fino a 5 anni.

I debiti con l’Agenzia delle Entrate rientrano nella procedura?

Sì. I debiti fiscali verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) — comprese cartelle esattoriali, avvisi bonari, iscrizioni a ruolo — rientrano nella massa debitoria e possono essere inclusi nella procedura di sovraindebitamento. È uno degli aspetti più rilevanti per i piccoli imprenditori e i lavoratori autonomi.

Chi ha già un pignoramento attivo può accedere alla procedura?

Sì. L’ammissione alla procedura determina la sospensione automatica delle azioni esecutive in corso, inclusi i pignoramenti già avviati. È fondamentale agire tempestivamente prima che i beni vengano alienati all’asta.

Ultimo aggiornamento: marzo 2025. Riferimenti normativi: D.Lgs. 14/2019 (CCII), Legge 3/2012, art. 514 c.p.c., Convenzione OCC-Agenzia delle Entrate 2023.

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